Sostenibilità e transizione energetica: come l'Italia si prepara ai nuovi schemi di sviluppo

L’occasione di parlare sostenibilità offerta ai talk del Jardin de l’Ange ieri sera, 18 agosto, è stata ricca di spunti e ha offerto all’affollata platea la prospettiva di un nuovo sviluppo economico altamente innovativo, integrato alle esigenze dell’ambiente e orientato alla costruzione di futuro per le prossime generazioni.

L’incontro organizzato da Fondazione Courmayeur con il patrocinio di CVA, si è aperto con un’interessante punteggiatura offerta dal Presidente Passerin d’Entreves, che ha tratteggiato lo scenario economico e sociale che caratterizza la centralità assunta dai temi della sostenibilità nel mondo economico e finanziario: 581 miliardi di obbligazioni verdi emesse a Febbraio in Europa; Black Rock, la più grande società di gestione mondiale che pone al centro della sua filosofia di investimento finanziario il climate change e stigmatizza le aziende che non si curano del Pianeta; il nuovo codice di autodisciplina delle aziende quotate che indica come imprescindibile il principio di sostenibilità. Molti gli esempi che indicano la sostenibilità come leva per un nuovo paradigma economico e non come la semplice tendenza del momento.

Le aziende sono sempre più chiamate ad essere attori sociali in grado di conciliare il loro modello di business con la sostenibilità ambientale, economica e sociale. Dal Green Deal Europeo ai più recenti documenti e piani di sviluppo proposti dall’Unione Europea, sino ai piani integrati energia e clima emessi dai singoli Stati membri, stiamo parlando di una transizione che forse assomiglia di più a una rivoluzione. È su questo incipit che Giorgio De Rita ha avviato la tavola rotonda con Enrico De Girolamo, l’Amministratore Delegato di CVA, e Massimo Santarelli, Professore Associato del Politecnico di Torino.

È una profonda trasformazione quella che attende il sistema produttivo, che comporterà un cambiamento strutturale del nostro modello economico. La capacità nazionale di ripensare e gestire i processi operativi complessi, così come le avanguardie nel campo scientifico e dell’innovazione sono atout importanti nella dote del nostro Paese per affrontare la rivoluzione che è già cominciata.

CVA prende il testimone a pieno titolo della battaglia al climate change, il suo Amministratore Delegato Enrico De Girolamo racconta di un modello di sviluppo intimamente collegato alla sostenibilità e alla transizione energetica. L’Azienda è un unicum a livello nazionale, con una produzione totalmente green è l’unico operatore verticalmente integrato che racchiudere in sé produzione, vendita e distribuzione di energia elettrica. La Compagnia Valdostana delle Acque con 32 centrali idroelettriche e una capacità di invaso di 129 m3, è il quinto produttore idroelettrico italiano. Negli anni ha diversificato la sua produzione all’eolico e al fotovoltaico, arrivando a produrre oltre 3 miliardi di KWh di energia, in grado di soddisfare il consumo di energia elettrica di circa un milione di famiglie, corrispondenti a più di 1 milione di tonnellate di CO2 evitate. La roadmap degli investimenti in cantiere che ci racconta De Girolamo si intreccia con gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e 2050 e di integrazione della strategia di responsabilità sociale nel modello di business, a partire dalla COP21 nel 2015 con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e l’accordo di Parigi per arrivare alla sua declinazione nazionale con il Piano Integrato Energia Clima (PNIEC), sino alla più recente strategia europea sull’idrogeno.

Tra le aree di attenzione dell’Azienda ci sono al momento l’idrogeno rinnovabile, un accumulatore energetico completamente green, le comunità energetiche, la contrattualizzazione a lungo termine dell’energia dei Power Purchase Agreement e l’efficientamento energetico per il quale CVA si presenta come general contractor e facilitatore tra operatori e clienti nell’implementazione del Superbonus governativo. L’Amministratore Delegato ricorda che il rinnovo delle concessioni idroelettriche e lo snellimento delle procedure di permitting per l’ammodernamento degli impianti, sono i sine qua non necessari per affrontare il cambiamento che ci attende e che chiederà un aumento della produzione rinnovabile inserita in un sistema che dovrà garantire flessibilità e resilienza.

Con il professor Santarelli si prosegue il cammino verso territori innovativi ed entusiasmanti, che descrivono la possibilità di applicare il know how italiano in materia di processi e tecnologie abilitanti nella decarbonizzazione dei processi produttivi: dall’energia, alla produzione dell’acciaio, del vetro, sino alla filiera agroalimentare. Conosciamo così anche la possibilità di implementare una rete elettrica e gas interconnessa in grado di garantire il funzionamento intermittente delle energie rinnovabili (Power to Gas).

La transizione di cui si è parlato sul finire del giorno a Courmayeur, è un cambiamento a tutto campo, un volo veloce verso il futuro che metterà al sicuro le generazioni di domani e forgerà un modello di business conciliato con il Pianeta.

 

Enrico De Girolamo

 

Passerin d'Entrèves & De Girolamo

 

 

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Ultima modifica: 20/08/2020, 10:02:59 (GMT+2)